generazione-mille-euro-1101202Come ci affacciamo noi giovani al mondo del lavoro? Con quali attese, prospettive , speranze?

Cerco di affrontare il tema collegando tra loro  tre informazioni avute in questi giorni.

PRIMA INFORMAZIONE

Assisto ad un talk show. C’è un giornalista che da giovane militava in Lotta Continua e adesso lavora per Berlusconi ( della serie “Le vie del Signore sono infinite” dove per Signore intendiamo quello di Arcore).

Il giornalista “redento” fa notare che il nostro paese sta reagendo meglio di altri alla crisi economica perchè nelle ultime settimane la borsa da noi è salita del 55%, mentre in altri paesi il recupero è stato di appena il 29%.

Questo è il modo di vedere le cose tipico di chi sta al governo adesso: ci si ostina a vedere solo bicchieri mezzi pieni.

La gente va in vacanza? La crisi è finita.

La borsa risale? La crisi è finita.

E via sragionando.

Come se l’universo fosse fatto SOLO di persone che vanno in vacanza e possiedono azioni.

Al giornalista “redento” mi piacerebbe, potendo interloquire con lui, sentire cosa pensa della  seconda informazione

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SECONDA INFORMAZIONE

E’ uscita la classifica delle retribuzioni nei Paesi dell’Ocse ( Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Eccola, questi sono i salari medi netti annui in dollari

1)  Korea 39.931   2)  UK 38.147 3)  Switzerland 36.063   4) Luxembourg 36.035  5 ) Japan 34.445

6) Norway 33.413    7) Australia 31.726  8)  Ireland1 31.337   9) Netherlands 30.796 10)  Usa 30.774

11)  Germany 29.570 12 )Austria 28.996 13)  Sweden 27.581 14)  Canada 26.994  15 )Greece 26.512

16) Belgium 26.311 17) France 26.010  18) Finland 25.911  19 ) Iceland 25.134  20)  Spain 24.632

21) Denmark 24.531   22) New Zealand 23.650

23 Italy 21.374

24) Portugal 19.15   25) Czech Rep 14.540   26) Turkey 13.849     27)Poland 13.010

28)  Slovak Rep 11.716  29)  Hungary 10.332    30) Mexico 9.716

Non è piacevole stare in zona retrocessione in questa classifica. Stare dietro Germania, Francia e Gran Bretagna non ci stupisce, ma chi si aspettava che potessimo essere distanziati in questo modo da  paesi che solo un paio di lustri fa stavano alle nostre spalle? Dietro a Irlanda, Grecia, Spagna, Finlandia e Islanda?

E’ deprimente constatarlo e ancora di più dirlo ad alta voce, ma il nostro è un paese che è fermo da un pezzo.

O è lentissimo mentre gli altri vanno veloci, il che è come stare fermi.

Nè possiamo prendercela con la recessione, perchè la crisi devasta con la stessa intensità tutti i paesi dell’Ocse.

Perchè siamo rimasti indietro?

Perchè cresciamo meno degli altri Paesi con i quali siamo soliti confrontarci dal 1995?

Quali sono i fattori di ritardo?
Un sistema scolastico e universitario poco competitivo, un continuo ritardo nell’adeguamento delle infrastrutture, una pubblica amministrazione in larga parte inefficiente, una giustizia lenta, un mercato del lavoro nel quale si rafforzano di giorno in giorno le distanze tra protetti e non protetti, un sistema finanziario abituato ad andare incontro alle grandi aziende e a penalizzare i privati e le piccole imprese.

A questo si aggiunge il problema della tassazione. Il cuneo fiscale è ormai apri al 46,5 %. Il che vuol dire che ogni 100 euro che un’impresa versa al lavoratore ben 46,5 vanno allo stato .

Il che non sarebbe di per sè un’anomalia o una tragedia, perchè anche in Francia e in Germania il cuneo fiscale ha incidenze di questo tipo.

Ma si abbatte su stipendi lordi molto più alti.

Il vero nodo è l’evasione fiscale. In Italia 2 lavoratori su 10 non pagano alcuna tassa.

Il che determina due conseguenze.

La prima è che gli otto che pagano le tasse non possono sperare di vedersele ridotte finchè non pagheranno anche i due evasori.

La seconda è che in un mercato di questo tipo opera una concorrenza sleale, che costringe le imprese in regola a tenere bassi i salari per sopravvivere.

L’avvio di una seria politica di lotta all’evasione fiscale è sempre stato boicottato dalla maggioranza che sta al governo.

provino-grande-fratelloTERZA INFORMAZIONE

Migliaia di giovani in questi giorni fanno la fila per partecipare alle selezioni del GRANDE FRATELLO. Traloro ci sono, quest’anno più che negli altri anni, anche molti quarantenni.

Voglia di visibilità? Certo.

Ma anche, moltissimo, la voglia di “svoltare” .

Leggo su Repubblica di oggi:  “Quanto alla precarietà, ormai sembrano accettarla come il punto di partenza dal quale risalire”

VI ASPETTO MARTEDI’ 19 MAGGIO ALLE 21 AL CINEMA ASTRA PER LA PRESENTAZIONE DEL FILM.

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