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Gazzettino - 17 giugno 2009

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intercettazioniscimmiejpgDicevano di lavorare per la sicurezza.

Sulla sicurezza avevano fatto una campagna elettorale vincente.

E la gente ci aveva pure creduto.

Poi sono arrivate le risposte di facciata:

- le ronde padane,

- l’esercito che presidia le piazze delle città ( mentre servirebbero più risorse alla magistratura e alle forze di polizia)

- i respingimenti ( quando è noto che i clandestini arrivano quasi tutti non con i barconi, ma con regolari permessi turistici che alla fine del periodo previsto vengono fatti scadere).

Tutte risposte blande, ma a tal punto enfatizzate dai tiggì da sembrare risposte serie, importanti, definitive.

Adesso, però, con il nuovo disegno di legge sulle  intercettazioni, approvato ieri alla Camera, cade definitivamente la maschera.

Chiunque legga quel disegno di legge può toccare con mano la reale volontà del governo di battersi per la sicurezza.

Che è pari a zero.

E’ importante dire chiaro e forte che il provvedimento votato ieri in parlamento VA NELLA DIREZIONE CONTRARIA A QUELLA DELLA DIFESA DELLA SICUREZZA E DELLA LEGALITA’.

Il paese avrebbe bisogno di una giustizia più rapida, con pene più severe per i recidivi e per i reati di maggiore allarme sociale.

Andrebbero riformati a fondo sia il codice penale che quello di procedura penale.

E andrebbero potenziati i mezzi a disposizione delle forze dell’ordine e degli investigatori.

Questa legge invece, nel momento in cui si fa carico dell’allergia del premier per le intercettazioni , RIDUCE DRASTICAMENTE LA POSSIBILITA’ DI ASSICURARE ALLA GIUSTIZIA I COLPEVOLI DI MOLTISSIMI REATI.

Ecco alcune battute di un’intervista al procuratore aggiunto di Milano Spataro apparsa ieri su Repubblica:

Se la legge passa com’è quali delle sue inchieste e di quelle che conosce non si potranno più fare?

“Le rispondo solo se Repubblica mi concede due pagine piene. Sarebbe facile citare casi clamorosi come quello del sequestro illegale di Abu Omar. O casi di corruzione. Ma vorrei essere chiaro: sono innumerevoli gli omicidi che vengono risolti dopo mesi e mesi di intercettazioni.

Sappiano i cittadini che gli assassini senza volto saliranno incredibilmente di numero e sarà più difficile salvare vite umane come avviene ora quando, intercettando ed indagando, si scoprono progetti di uccidere qualcuno”.

Gli “evidenti indizi di colpevolezza” saranno una tagliola?

“Sì. È irrazionale. “Evidenti indizi di colpevolezza” a carico dell’indagato è quanto la legge richiede perché il pm possa chiederne la cattura. Giuridicamente, “grave” equivale ad “evidente”. Ma se dispone già di “evidenti indizi” che bisogno avrebbe il pm di intercettare l’indagato? Ne chiederebbe la cattura e basta. Dopo le critiche dei giuristi, la parola “gravi” è stata cambiata in “evidenti”: ma l’incongruenza rimane. E poi come sarà possibile avere indizi di colpevolezza a carico di taluno nei processi contro ignoti?”.

E quali indagini moriranno con soli due mesi di ascolti?

“Praticamente impossibile contarle. Ci sono indagini in corso, tuttora segrete, che hanno fatto registrare risultati clamorosi dopo mesi di intercettazioni. Ora si arriva perfino a prevedere un tetto di spesa. Finiti i soldi, niente intercettazioni, con grande soddisfazione dei criminali. Lo spieghino, però, alle vittime dei reati”.

Mafia: ha ragione la Bongiorno, convinta che per queste inchieste non cambi nulla, o chi già vede le inchieste in panne?

“Stimo molto il presidente della commissione Giustizia e ricordo che condivise i rilievi del procuratore Grasso. Spesso si arriva a scoprire l’esistenza di associazioni mafiose o terroristiche indagando sui reati che mafiosi e terroristi commettono (estorsioni, usura, omicidi per i primi; emigrazione clandestina, falso di banconote e documenti per i secondi). Ma per questi reati le intercettazioni si potranno fare solo per due mesi e le ambientali solo nei luoghi ove sia in corso l’attività criminosa. Cioè posso intercettare se stanno sgozzando qualcuno, non se stanno parlando di farlo domani. Dunque, l’eccezione è solo fumo negli occhi”.

Divieto d’usare le trascrizioni in altri processi: è un colpo alla legalità?

“Chi può negarlo seriamente? L’attuale codice di rito già prevede dei limiti severi sul punto, ma andare oltre significa impedire che siano utilizzabili elementi di prova rilevanti per punire gli autori di molti gravi reati”.

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berlusconimani-a-figajpgEgregio Presidente,

sono un giovane di 23 anni e vorrei parlarle di quello che oggi è il problema principale nel nostro paese, e non solo per noi giovani: il problema del lavoro

Nel Libro Bianco sul Welfare appena licenziato dal suo Governo si parla di “squilibrio tra le leggi del mercato e la vita sana delle persone”

Sempre nello stesso Libro Bianco leggo che il lavoro deve essere valorizzato in tutte le sue forme ed espressioni, ma “non deve risultare una maledizione o, peggio, un’attesa delusa, ma deve costituire fin da subito nel ciclo di vita, la base della autonomia sociale delle persone e delle famiglie”.

Condivido al 100% le intenzioni contenute nel documento , ma sono qui a chiederle, a nome di molti giovani della mia età e anche di molti meno giovani, in quali atti precisi si sostanzino queste intenzioni.

Perchè, mi rincresce dirle che in questo momento in questo paese mancano prospettive entusiasmanti per noi giovani.

Dirò di più, mancano prospettive.

Noi giovani da chiunque governi ci aspettiamo più certezza nel riconoscimento dei meriti, più stabilità nei rapporti di lavoro ( o quanto meno ammortizzatori sociali più efficaci per coloro cui accada di perderlo) , più controllo sull’evasione fiscale e sul lavoro nero che creano dapperttto condizioni di concorrenza sleale tra le imprese e di sfruttamento dei lavoratori.

Sono richieste irragionevoli?

Sicuramente no.

Qualsiasi uomo politico- sono pronto a scommetterlo- le inserirebbe senza difficoltà nel suo programma elettorale.
Il problema è, poi, passare dalle parole ai fatti. E sono questi fatti che, nonostante le molte dichiarazioni programmatiche , faccio fatica anche soltanto a intravedere nell’azione del suo Governo.
Cordiali  saluti.

Vincenzo Cusumano.

altan-ombrelloCome ha detto il Governatore della Banca d’Italia nella sua relazione, forse la crisi mondiale ha toccato il fondo,  ma la risalita sarà lenta specialmente  in Europa e in particolare  in Italia.

Preoccupa quello che dicono in molti-  il primo a dirlo con forza è stato Epifani-   cioè la possibilità  che gli  effetti negativi della crisi finanziaria non si siano ancora scaricati sull’ economia reale.

La crisi, secondo queste analisi,  forse ha già toccato il fondo sul piano finanziario, ma sta per scatenare solo adesso  i suoi effetti più devastanti sul piano sociale.

Il problema centrale è l’occupazione.

Già in questi mesi molti hanno perso il lavoro, ma il timore è che assisteremo ad un crescendo di questo fenomeno nell’ultimo quadrimestre del 2009 con effetti di trascinamento per tutto il 2010.

La politica adottata dal governo con riferimento a questo fenomeno appare del tutto inadeguata.

Troppo debole è il livello degli interventi, che è poi addirittura inesistente se parliamo dei   precari i cui contratti scadranno alla fine dell’ anno coinvolgendo un milione e ottocentomila lavoratori.

Complessivamente il governo ha mobilitato lo 0,3 del Pil per sostenere i redditi dei lavoratori e delle famiglie; in cifre assolute 5 miliardi di euro.

Molto meno, sia in assoluto che in percentuale, rispetto a quanto fatto negli altri paesi europei con i quali normalmente ci confrontiamo.

Le risposte del Governo quando viene accusato di aver dato risposte inadeguate su questo versante sono scontate: siamo schiacciati dal debito pubblico, molto di più degli altri paesi europei. Il che limita la possibilità di interventi straordinari.

Se sono scontate le giustificazioni, scontata è la replica: perchè, se il debito pubblico è così vincolante quando si fanno scelte importanti, all’inizio della legislatura sono state fatte  scelte tutt’altro che obbligate e disperatamente demagogiche?

Ci riferiamo ovviamente alla riduzione dell’Ici per le case di maggior pregio e allo sciagurato salvataggio Alitalia.

Se non fossero stati fatti quei passi falsi, il Governo disporrebe adesso di un ben più incisivo volume di fuoco contro la crisi, stiamo parlando di almeno altri 7/8 miliardi, da aggiungere ai 5 di cui sopra.

Così come adesso, scappati i buoi dalla stalla, potrebbero essere essere recuperate nuove risorse, tassando in via transitoria, i redditi al di sopra di un certo livello, come ha proposto il Pd, e soprattutto dando nuovo vigore alla lotta contro l’evasione fiscale, ripristinando le linee di intervento messe in atto da Visco e rapidamente smantellate da Tremonti.

Ne’ , tra le alternative prese in considerazione, sembra esserci quella di un drastico taglio alle spese della politica,  che potrebbe cominciare, per essere giudicato serio e congruente, dal graduale smantellamento delle province, promesso in campagna elettorale e poi abbandonato seza porsi nemmeno il problema di giustificarsi con gli elettori.

altan15poteva-andare-peggio

Unica misura data in pasto alle ansie dei cittadini, sempre più preoccupati della crisi, l’ennesimo annuncio: quello del taglio dei parlamentari , misura condivisibile, ma inadeguata e soprattutto destinata, anche fosse decisa subito, a non avere ricadute immediate.

Insomma siamo alle solite: annunci molti, soluzioni zero.

Come se la crisi fosse una banale influenza, di quelle che passano comunque, anche se non prendi nulla.

Come se la crisi fosse una nuttata che ha da  passa’ , come nella Napoli milionaria di Eduardo.

berlusca-domandeA Roma direbbero che la si sta buttando in caciara.

A Napoli direbbero che è in corso  una sceneggiata: Isso (Silvio), Issa (Noemi) e ‘o malamente (Gino ‘o scippatore spione).

A Palermo direbbero che è abbiamo un  tragediaro alla guida del governo.

Tutti modi di dire che descrivono il can can mediatico al quale stiamo assistendo da un pezzo.

Il paese ha problemi e bisogni drammatici.

Ce ne hanno parlato a lungo persone serie e competenti, come Emma Marcegaglia, Guglielmo Epigfni, Raffaele Bonanni, Mario Draghi.

Ognuno di loro ci ha dato la sua visione della crisi ed ha avanzato le sue proposte.

Implicitamente o esplicitamente, nell’indicare le cose urgenti da fare, ognuno di loro ha espresso un giudizio di insufficienza sulla conduzione della cosa pubblica.

In uno stato moderno ed avanzato, chi sta al Governo si farebbe attentissimo a questi interlocutori e cercherebbe di dare loro risposte tempestive e congruenti.

Spiegerebbe che la tale proposta è fattibile e che il governo va in quella direzione o che quella tal’ altra è ritenuta inefficace  e che quindi il problema sarà affrontato diversamente.

Insomma un Governo serio a domanda risponde.

Non proprio come se fossimo in un commissariato di polizia, ma molto meglio: cioè senza reticenze, furbizie, esercizi di fumisteria.

Senza, appunto, buttarla in caciara.

E’ quello che sta facendo il Governo Berlusconi.

Milioni di persone sono in difficoltà, gli si risponde che il paese è in ripresa perchè le località turistiche sono affollate.

La mafia si espande al nord, si parla di respingimenti.

Due italiani su 10 non pagano le tasse, si parla delle dieci domande che Repubblica “si è permessa” di fare al premier.

Le morti sul lavoro continuano a verificarsi come niente fosse, ma si parla di aerei carichi di squinzie ( o sgallettate, se preferite l’espressione romana) .

Le province e mille altri enti inutili continuano a gravare sulle nostre spalle e si lancia l’iniziativa del taglio dei parlamentari.

Il governo dei mille annunci è diventato bravissimo nell’uso di quelle che ormai tutti ( non solo Sabina Guzzanti) definiscon0 armi di distrazione di massa.

Ci sono sempre uno scandaletto, una ripicca, una gaffe, uno scontro dialettico di poco conto  che si collocano in primo piano.

E di quelli i telegiornali parlano per gran parte del tempo.

Sapremo già cosa diranno i vari portavoce del governo .

Bonaiuti dirà, fingendosi stanco e sconsolato, che il Partito Democratico è arrivato alla frutta, Capezzone ci ammonirà come se fossimo alunni indisciplinati e lui il maestro che finalmente ci illumina ( o ci raddrizza le corna) , Gasparri farà la sua tirata livorosa sui “signori della sinistra”.

Risposte sul merito? Quasi mai.

Argomento sviscerato al 100% sia a destra che a sinistra : il Casoria-gate.

Sono soddisfazioni.

berlufigliSilvio Berlusconi si ama a tal punto da essersi posto da tempo su un piedistallo luccicante.

Ville, donne, macchinoni, elicotteri, squadra di calcio vincente, il mondo della tv ai suoi piedi, un potere immenso, le leggi stravolte a proprio  uso e consumo.

Perchè i giovani d’0ggi non dovrebbero essere affascinati da questo personaggio disinvolto e amorale?

E’ forse sconveniente essere come lui? E’ pericoloso? E’ poco redditizio?

No. In Italia è un affare.

La forza di fascinazione che emana da questo personaggio quindi  è enorme.

Che sia un pessimo esempio per i giovani, però,  è indiscutibile.

Ma siamo in Italia.

Il paese in cui uno come Silvio diventa presidente del consiglio.

In cui i “figli so’ piezze ‘e core”.

Accade così che Dario Franceschini si ponga una domanda assolutamente ovvia ,  “Fareste educare i vostri figli da Silvio?” e che si scateni la polemica dei figli offesi.

E che moltissimi stiano dalla loro parte.

D’altronde cosa c’è di meglio di essere Silvio?

Ma un figlio di Silvio, ovviamente!

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sianiGiancarlo Siani è un giovane giornalista pubblicista napoletano.

L’ammazzano a Napoli, la sera del 23 settembre 1985, sotto casa,  ha appena compiuto 26 anni.

Collabora  a “Il Mattino”, come corrispondente da Torre Annunziata presso la sede distaccata di Castellammare di Stabia.

Oggi lo si definirebbe un precario.

Anche se quella è un’epoca in cui i precari bravi fanno presto ad essere assunti a tempo determinato.

E infatti Giancarlo sa che è questione di mesi, poi lo prenderanno  in pianta stabile.

Sta per  trasformare in realtà il suo sogno di fare il giornalista ( cosa c’è di più bello  del guadagnarsi da vivere con un mestiere che è anche la tua passione?).

Per Giancarlo essere un bravo giornalista vuol dire andare alla ricerca dei fatti e raccontarli ai lettori. Nient’altro.

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Senza guardare in faccia nessuno. Senza preoccuparsi di risultare sgradito.

Con coraggio autentico.

Il coraggio di chi sa che per chi fa quel mestiere la verità è un’obbligo, non una scelta.

Con la forza di chi sa che ogni altra strada gli è preclusa,  Giancarlo racconta le malefatte della Camorra e dei suoi protettori politici.

Sono gli anni del dopo terremoto, un fiume di denaro pubblico arriva in Campania e la criminalità organizzata ha le idee chiare su come impadronirsene .

Entrando in contatto con la parte sana delle istituzioni ( inquirenti, magistrati, studiosi del territorio)  e raccogliendo le informazioni che gli consentono di fare  luce sui fatti ,  il praticante cronista pesta i piedi a molta gente e paga con la vita   il suo coraggio.

A questa figura è dedicato il film FORTAPASC, di Marco Risi, interpretato da un grande Libero De Rienzo, che vi invito a vedere domani sera.

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Intervista a Marco Risi e Libero De Rienzo

martedì 26 maggio 2009
Ora:
21.00 - 23.00
Luogo:
cinema PORTO ASTRA
Indirizzo:
santa maria assunta (Guizza)
Città
Padova,

flaiano-sorrideLa situazione è grave, ma non è seria, diceva Ennio Flaiano.

E’ quello che capita di pensare provando a mettere a fuoco alcuni   avvenimenti degli  ultimi  giorni.

Primo Avvenimento

21 maggio. Emma Marcegaglia parla  in Confindustria.

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La presidentessa degli industriali fa delle richieste precise al governo. Finanziare le opere pubbliche cantierabili, potenziare gli ammortizzatori sociali,  rafforzare le garanzie sui prestiti alle imprese, onorare i crediti della pubblica amministrazione sostenere la patrimonializzazione delle aziende, riprendere il cammino delle liberalizzazioni, dai trasporti alle comunicazioni,  dall’energia alle professioni, ma soprattutto avviare subito riforme strutturali che riducano   l’incidenza della spesa corrente.

“La situazione è grave ” ha aggiunto Marcegaglia, “perché «il Pil nel 2009 cadrà ben oltre il 4%, dopo aver lasciato sul terreno l’1% nel 2008. E il recupero si annuncia lento».

Secondo avvenimento

epifani-penna22 maggio Guglielmo Epifani interviene al convegno della Cisl e dice:

1)“La crisi è ancora in atto tanto che il Pil  calerà quest’anno del 5% . E’ “sciocco” sostenere che non sia mai arrivata o che sia già passata.

2)” E’ la crisi  la peggiore di sempre anche perchè sono  di più le cose che non sappiamo delle certezza che abbiamo”

3) “Sento Berlusconi dire che sono pieni i bar e i ristoranti . Una parte di verita c’è. Una parte del paese, cioè attraversa la crisi senza problemi ma sono molti quelli che stentano. E’ una crisi che divide e questo reclamerebbe una politica economica che tendesse ad avvicinare le persone”

tremonti-robin-hoodTerzo avvenimento

Sempre al Convegno della Cisl, parla Tremonti. Ecco cosa dice:

1)” I dati negativi del presente dipendono dagli errori dal passato ma sono le aspettative positive del futuro a dipendere da noi. Per questo abbiamo prudenza, fiducia, fede”.

2) “Ad ottobre  2008 abbiamo visto molto da vicino il rischio di apocalisse finanziaria.  C’é stato il rischio di bancarotta complessiva”.

3) “Il peggio è stato evitato perché sono scesi in campo i governi e la mano pubblica ha sostenuto la mano privata”.

4) ” La crisi   c’é. Basta vedere le centinaia di navi che sono fuori dai porti. Una quota importante della flotta mondiale galleggia senza carico. Siamo in terra incognita ed è difficile formulare statistiche. Avevo definito qualche tempo fa ‘congetture’ le previsioni secondo le quali il Pil sarebbe andato giù del 2%. Magari fosse andato giù del 2%”.

berlusca-ridens1Quarto avvenimento

23 mag. Adnkronos ”Sono tentato di andare in aula a riferire, ma ci devo riflettere”.

Era ora, abbiamo subito pensato leggendo la prima riga di questa notizia.

Che però così prosegue:

“Sto pensando di riferire in Parlamento sui miei rapporti con Noemi Letizia. Ma non lo farò subito. Prima li lascio andare avanti, perche’ cosi’ si mostrano per quello che sono. E sara’ un boomerang tale che si vergogneranno, e perderanno consenso e la stima degli elettori, perche’ in tutta questa vicenda non c’e’ nulla che non sia piu’ che pulito”

——

E’ bello vivere la peggiore crisi economica della storia con un uomo così al governo.

E’ bello pensare che ci pensa Papi.